Tortino di patate e Galaverna del Mugello su besciamella dolce di quinoa

 

Prima di tutto vorrei spendere due parole per introdurre, per chi di voi non lo conoscesse già, il Galaverna del Mugello, formaggio a pasta cremificata, tenera, con crosta bianca edibile prodotto dalla fattoria Il Palagiaccio.

Attorno a questa fattoria di origini antichissime, sita tra le colline toscane del Mugello, ruota il lavoro di molti professionisti che dal XIII secolo ad oggi hanno saputo sempre produrre mantenendo ad alti livelli il loro standard qualitativo. Divulgatori e tenaci sostenitori della filosofia della qualità, i discendenti della famiglia degli Ubaldini sono oggi rinomati per i loro prodotti caseari e per gli sforzi che continuamente sostengono al fine di migliorarsi sempre di più per offrire un prodotto finale che sia sintesi perfetta di ricerca, qualità e bontà.

Oggi il Palagiaccio ha deciso di chiamare a rapporto i foodblogger italiani e di farli confrontare all’interno di un contest incentrato sui loro formaggi con l’espressa intenzione di far nascere da questo connubio un piatto indimenticabile, realizzato con materie prime genuine e di qualità. Il contest da loro indetto si chiama Latti da mangiare ed io, con timidezza e tantissimo entusiasmo vi partecipo. Per l’occasione ho scelto il Galaverna Del Mugello, formaggio dalla consistenza sublime e dal gusto delicatissimo con il quale ho pensato di realizzare un piccolo antipasto.

Si tratta infatti di un tortino di patate, aromatizzato con erba cipollina e noce moscata, completo di uova e formaggio che viene servito, ancora tiepido, su una besciamella calda di quinoa che abbina in se’ il dolce dato dallo zucchero e la componente amarognola della farina di quinoa. Nel complesso ho ottenuto un antipasto di sostanza, dai sapori ben bilanciati, delicato e sorprendentemente morbido.

  

Ingredienti per 6 persone

Un disco di pasta sfoglia

250 gr di formaggio Galaverna del Mugello 

1 uovo (cat. 0)

200 gr ricotta di latte vaccino  

2 patate bollite

Erba cipollina qb

Noce moscata qb

Sale qb

Pepe qb

Per la besciamella

400 ml di latte parzialmente scremato

40 gr burro

25 farina di quinoa

20 gr farina 0

Sale qb

1 cucchiaio di zucchero

Noce moscata qb

Preparazione del tortino

In una ciotola capiente versate la ricotta, unite il formaggio Galaverna tagliato a cubetti, esclusi alcuni pezzettini che dovranno essere disposti al termine della preparazione in cima ad ogni tortino, unite l’uovo precedentemente sbattuto, le patate bollite tagliate a cubetti, l’erba cipollina lavata e tagliata a pezzettini, insaporite con sale, pepe ed abbondante noce moscata. Amalgamante tutto aiutandovi con i rebbi di una forchetta. 

A parte stendete la pasta sfoglia e ricavatene tanti cerchi da disporre come base dei tortini sopra una teglia da muffìn. Io ho utilizzato la teglia da. Se non disponete di un coppapasta potete anche utilizzare un normale bicchiere. 

Disponete quindi i cerchi di pasta negli stampi dei muffìn cercando di far aderire delicatamente la pasta alle pareti. Disponetevi all’interno il ripieno posizionando in cima ad ogni tortino un cubetto di galaverna completo della sua crosta bianca.

Infornate a 200 gradi per 20 min circa.

Per la besciamella

In un pentolino scaldate il latte con lo zucchero ed una presa di sale mantenendolo ad una temperatura costante di circa 30/40 gradi. In un altro pentolino dal fondo antiaderente fate sciogliere il burro senza che frigga. Quando il burro sarà sciolto unitevi le farine e mescolate velocemente con una frusta da cucina. Unite, poco alla volta e girando continuamente, il latte intiepidito finché lo avrete terminato. La besciamella sarà pronta quando avrà raggiunto una consistenza cremosa e vellutata. Insaporite con noce moscata.

Al momento di servire versatene un po’ sul piatto, la besciamella deve essere tiepida non fredda, e sopra adagiatevi il tortino anch’esso ancora caldo. Decorate con pezzettini di erba cipollina o con del pepe.

Se voleste preparare la besciamella in anticipo dovrete coprirla con della pellicola e scaldarsi nuovamente prima di servirla.

Con questa ricetta partecipo al contest :” latti da mangiare “.

  

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Risotto con filetti di pesce persico, pere e burro nero

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Ho trascorso moltissimi giorni sul lago Maggiore tra nuotate, grandi passeggiate nei boschi, gite in battello, uscite in barca con gli amici, giri in bicicletta, ore di relax sotto il sole ed altrettante sotto la pioggia e se devo pensare al piatto che più mi ricorda questi momenti e’ senza alcun dubbio il risotto con i filetti di pesce persico. Tantissimi ristoranti lo propongono ed io, più di una volta, l’ho ordinato, apprezzandone il gusto delicato e squisito.

Oggi però ho voluto provarlo aggiungendo un ingrediente nuovo, che esula dalla tradizione ma che nella mia cucina di oggi si fa portatore di un significato molto speciale. Si tratta infatti delle pere che mia figlia Ludovica, che frequenta la prima elementare in una scuola di Milano, porta a casa spesso nel suo personale sacchettino “io non spreco“. Si tratta di un’iniziativa splendida, utile, ecosostenibile, il cui scopo e’ quello di eliminare, o ridurre al minimo, gli sprechi che ogni giorno si registrano nelle mense scolastiche. Nel sacchettino di mia figlia confluisce  spesso la frutta poco amata, come le pere, o il pane, quando non viene utilizzato. Ed e’ così che mi è venuta l’idea di utilizzare questo frutto come ingrediente nuovo, in abbinamento al pesce persico, avendo anche come obiettivo quello di insegnare a mia figlia ad apprezzare anche questo frutto.  L’esperimento ha avuto successo! Se foste interessati ai dettagli dell’iniziativa potete consultare il sito della Milanoristorazione sul quale è spiegato tutto. Qualora invece voleste provare la ricetta eccovi ingredienti e spiegazione.

Con questa ricetta partecipo al contest/raccolta del mese di marzo de L’Italia nel piatto, contest dedicato alle ricette regionali italiane a base di pesce.



Ingredienti:  per 4 persone

350 gr riso carnaroli

700 ml Brodo vegetale salato

1 scalogno

Olio di oliva extravergine

1 noce di burro

2 pere (io ho usato le abate)

500 gr di filetti di pesce persico 

Salvia

50gr Burro per friggere il pesce

Sale e pepe qb

20 gr Farina 0

Procedimento

Preparare un soffritto con lo scalogno, olio ed una noce di burro. Quando lo scalogno inizierà ad essere leggermente trasparente unire il riso e tostarlo per un minuto. Irrorare con il vino bianco e lasciar evaporare l’alcool, dopodiché unire il brodo vegetale a poco a poco e la pera privata della buccia e tagliata a dadini. Potete conservare qualche fettina di pera intera (anche con la buccia se ben lavata) per la decorazione finale. Far cuocere come un normale risotto girando frequentemente.

A fine cottura aggiustare di sale e di pepe.

A parte, in una padella dal fondo antiaderente fate sciogliere il burro con le foglie di salvia ben lavate e asciugate. Infarinate i filetti di persico e fateli cuocere per pochi minuti nel burro, girandoli delicatamente. Quando saranno cotti levateli dalla padella e teneteli al caldo.

Unire a questo punto il risotto al fondo di cottura del pesce, l’ideale sarebbe riuscire a far saltare il risotto nella padella in modo che il burro si amalgami bene al riso insaporendolo completamente.

Ora si può impiattare. 

Io ho utilizzato un coppapasta circolare per il risotto, adagiandovi sopra un filetto di pesce, delle foglioline di salvia fritte e croccanti ed una fettina di pera cruda.





Piadine di avena

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Perdonate la semplicità di questo post, ma ho scoperto la farina di avena recentemente ( vedi il mio plumcake rustico) e ne sono stata colpita subito dal suo dolce profumo!
L’avena e’ un cereale che sta vivendo un momento di gloria soprattutto grazie alla popolarità della dieta Dukan in cui è presente. Leggendo qua e la sul web ho appreso che questa farina e’ ricchissima di proteine e importanti elementi nutrititvi che arrivano dall’utilizzo della parte più interna del suo seme. Nel complesso si tratta di una farina preziosa e con benefici effetti, se usata con regolarità, per tenere sotto controllo il colesterolo e per aiutare l’intestino pigro! 

Amando quindi variare la dieta il più possibile sono stata felicissima di averla conosciuta ed acquistata e con una giacenza che mi rimaneva in dispensa ho pensato di realizzare delle piadine da proporre alle mie bimbe come merendina, in sostituzione al classico toast.

Il risultato e’ stato apprezzato. Una piadina leggermente più scura, dalla granulosità più marcata ma dal retrogusto dolce, dato proprio dalla presenza della farina di avena. A mio avviso ben coniugabile con ingredienti salati, come quelli che ho utilizzato oggi, ma anche con ingredienti dolci come marmellata, miele o creme di cioccolato.

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Ingredienti 150 gr farina di avena 50 gr farina 0
150 ml acqua
Sale qb
Olio di oliva extra vergine 

 

Preparazione
Unite le farine in una ciotola, aggiungete il sale un filo di olio di oliva e l’acqua ed iniziate ad impastare affinché si formi un impasto omogeneo.

Sopra una superficie liscia leggermente infarinata stendete l’impasto raggiungendo uno spessore di pochi millimetri. Con un coppapasta ritagliate dei dischi.

Quando avrete terminato scaldate una larga padella antiaderente e posizionatevi le piadine facendole cuocere qualche minuto per parte. Farcitele a vostro piacere quando sono ancora calde !

Fiore di pizza bianca

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Non so voi ma, nella mia famiglia pizza e’ sinonimo di weekend, di spensieratezza, di serenità ! E’ la pizza infatti la protagonista della cena del venerdì sera, solo a nominarla le bimbe sorridono, felici di sapere che potranno andare a caccia di olive, che loro amano e che sempre sottraggono indebitamente dalle porzioni destinate a mamma e papa’!
La pizza che vi presento oggi non e’ assolutamente di mia invenzione ma copiata, come forma intendo, da un blog di giallozafferano !
La farcitura invece, assieme a qualche piccolo dettaglio, arriva direttamente dal mio gusto personale e prevede l’utilizzo di tonno, mozzarella, olive taggiasche, origano e semi di papavero e girasole. Il risultato e’ quello che vedete in foto.
La realizzazione e’ semplice, occorrono solamente 4 tagli in più al centro che permettono di creare dei triangoli di pasta che, risvoltati all’indietro, disegnano dei bellissimi petali donando alla vostra pizza l’aspetto di un fiore delicato.
L’unico accorgimento che mi sento di dover sottolineare riguarda la farcitura, che deve essere posizionata solamente sulla parte perimetrale del cerchio e non deve essere particolarmente abbondante, soprattutto di quegli ingredienti, come il formaggio, che col calore del forno tendono a sciogliersi e ad allargarsi.
Qualora Le mie fotografie vi avessero stuzzicato l’appetito o la curiosità vi indico qua sotto gli ingredienti ed il procedimento.

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Ingredienti
Per un fiore (4 persone)
350 gr farina 0
10 gr lievito di birra fresco
Sale qb
200 ml Acqua

Per la farcitura
1 Mozzarella per pizza
Olive taggiasche
1 confezione di tonno sott’olio
Origano
Semi di girasole
Semi di papavero
Olio di oliva extra vergine

Procedimento
Preparare l’impasto di farina da far lievitare per un’ora e mezza circa unendo alla farina il sale ed il lievito di birra sciolto nell’acqua a temperatura ambiente.
Mescolate gli ingredienti fino a formare un’impasto omogeneo, che deve risultare abbastanza morbido e bagnato, assolutamente non liquido!
Riponete l’impasto in un luogo riparato e lasciatelo lievitare finché raddoppi di volume.
Quando l’impasto avrà terminato la lievitazione riprendetelo, aiutandovi con un po’ di farina per evitare che vi si appiccichi alle mani.
Stendetelo sopra un foglio di carta da forno e tiratelo con un matterello fino ad ottenere un cerchio spesso pochi millimetri.
Se non riusciste ad ottenere una bella forma circolare potete aiutarvi con un coppapasta. Io per esempio ho utilizzato l’anello regolabile che uso per realizzare le torte con le mousse.
Il cerchio di pasta che otterrete sarà quindi del diametro del vostro fiore.
Ora, per ottenere i petali dovete incidere nel suo centro un taglio ad asterisco, prima con un taglio verticale, poi un secondo taglio perpendicolare al primo e poi a seguire i due tagli obliqui a 45 gradi. Se la spiegazione non fosse chiara date uno sguardo qua sotto (la fotografia e’ tratta da http://www.blog.giallozafferano.it)

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A questo punto distribuite il vostro ripieno sulla zona perimetrale tra la fine dei tagli, per intenderci, ed il perimetro del vostro fiore.
Risvoltate all’indietro i triangoli unendo la loro punta al bordo della pizza praticando una leggera pressione con le dita. Se infatti i petali non saranno ben fissati all’impasto accadrà che in cottura si alzeranno, staccandosi dalla base e non avrete più l’effetto che vedete nelle foto.
Prima di infornare spennellate i petali con olio di oliva extravergine e fatevi cadere sopra i semi. Quando avrete terminato infornate a 250 gradi per 15/20 minuti.

Plumcake rustico con mela, nocciole e avena – An apple, hazelnut and oat cake !

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Dopo una lunga pausa Re-cake riparte nella la sua nuova veste, il cui titolo prende ispirazione dal mondo dei software. Inizia così Recake 2.0 che noi foodblogger, ma soprattutto noi amanti dei dolci amiamo profondamente. Ogni mese infatti il gioco a cui partecipiamo ci fa conoscere ricette nuove, spesso prese dalle tradizioni di altri paesi e che nelle mani di tutte noi si trasformano ogni volta in creazioni inedite, sottolineando la meravigliosa produttività della fantasia umana.
Così, la prima sfida della nuova versione inizia prendendo spunto da un dolce classicissimo e presente nelle cucine di tantissimi paesi, una torta di mele, ma declinata in versione plumcake e resa speciale dall’utilizzo di spezie, avena e frutta secca. Qualora deciderete di cucinarla regalerà alla vostra cucina un’incantevole profumo che vi inebrierà prima ancora di assaggiarne il primo boccone ! Provare per credere.
Chi di voi non conoscesse questo gioco, che è prima di tutto un gruppo di Facebook, può cliccare qui

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Ingredienti e preparazione

Per semplicità e per omaggiare anche il grande lavoro che si cela dietro questo contest vi carico la locandina originale della ricetta, alla quale ho solo aggiunto, a cottura terminata, una lucidata con un po’ di gelatina sciolta in un goccio di acqua calda.

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Come sempre, prima di incrociare le dita in previsione della scelta della vincitrice, voglio ringraziare tutte le ragazze dello staff per il loro lavoro ed il loro entusiasmo ricordandovi i loro nomi ed i loro bellissimi blog:
Carla di tiramiblu
Claudia di La pagnotta innamorata
Giulia di Peppersmatter
Ileana di Cucina per gioco
Sara di Dolcizie
Silvia di acqua e farina

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Filetto di maiale alla griglia e pistacchi con cipolle rosse di Tropea in agrodolce e zabaione salato

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Con questa ricetta partecipo al contest “Bello&Buono” della rivista Taste&More.
Si tratta di una sfida tra foodblogger e non che verte sull’immagine del piatto che si vuole presentare, coinvolgendo tutti i suoi aspetti fondamentali: impiattamento, rapporto cromatico tra gli ingredienti, scelta delle texture che compongono il piatto, creatività e per ultimo, ma non meno importante, il nome, o titolo, della ricetta.
Per una cuoca amatoriale come me ogni sfida porta sempre con se’ un po’ di timore, di paura di incorrere in errori grossolani, quelli che sottolineano l’assenza di tecnica, di studi specifici, quegli errori insomma che agli occhi dei cuochi esperti susciterebbero giustamente orrore e sdegno per intenderci 😉
Tuttavia, il desiderio di imparare, di migliorarmi sempre di più unito ad una sana voglia di divertirmi ed un pizzico di faccia tosta mi permette di superare questi ostacoli rendendomi propensa ad accettare sfida, plausi (si spera) e critiche comprese !
Il tema della gara e’ davvero emozionante e per me il più bello di tutti, il più artistico se vogliamo, ma tanto entusiasmante quanto complesso !
Per prima cosa dunque la decisione di cucinare un secondo di carne in un taglio pregiato come il filetto, che mi ha permesso di giocare con la sua forma circolare, presa come tema centrale dell’architettura di questa presentazione.
Dal punto di vista nutrizionale questo piatto e’ certamente completo, carne, verdure, frutta secca e salsa di condimento, ma la piccola porzione costruita sul diametro del medaglione la rende comunque leggera e moderata.
Le texture sono diverse, per prima cosa la compattezza del medaglione, croccante all’esterno, ma che rivela solo in un secondo momento la tenerezza della sua parte più interna ancora cruda e delicatamente rosata. Il medaglione e’ abbracciato da una granella di pistacchi che vogliono sia esaltarne il gusto con la loro sapidità sia donare croccantezza al boccone. Su di esso le cipolle di Tropea, sinonimo di estate, di italianità, tenere sotto i denti e divine in questa tipologia di cottura che ne esalata il colore e la loro intrinseca dolcezza. Per concludere La salsa allo zabaione salato, che condisce il medaglione completandolo e facendone risaltare la sua forma ed i suoi colori, come un grande sole che con il suo calore e la sua energia crea materia nuova nell’universo dei sapori !

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Ingredienti:
Per 4 persone
500 gr di filetto di maiale
50 gr pistacchi salati sbriciolati
3 grosse cipolle di Tropea
2 cucchiai d’olio di oliva extra vergine
Un pizzico di sale
2 cucchiaini di aceto balsamico
2 cucchiaini di zucchero
Brodo vegetale

Per lo zabaione salato
3 tuorli
2 cucchiai di olio di oliva
Succo di 1/2 limone
Sale

Preparazione
1) Tagliate le cipolle a fettine sottili. Mettete in un pentolino due cucchiai d’olio e scaldatelo. Quando inizierà’ a scaldarsi unite le cipolle e fatele cuocere per un paio di minuti poi unite due cucchiai di brodo vegetale, lo zucchero, l’aceto balsamico ed un pizzico di sale. Fate cuocere ancora finché i liquidi si saranno asciugati quasi del tutto. Spegnete e conservate al caldo per dopo.
2) Preparate lo zabaione.
In un contenitore sbattete i tuorli fino a renderli gonfi, poi unite lentamente i due cucchiai di olio, il sale ed il succo del limone senza smettere di usare le fruste. Quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati fra di loro cuocete a bagno maria (l’acqua non deve mai bollire) girando in continuazione finché la salsa si sarà addensata. Spegnete e tenete al caldo.
3) A parte tagliate il filetto in medaglioni alti circa 3 cm. Scaldate bene una griglia, o una piastra, e quando sarà ben calda fate cuocere i medaglioni 2/3 minuti per parte. Considerate che nel centro dovrebbero rimanere ancora crudi. Se non amaste questo risultato potete cuocerli un po’ di più finché non siano ben cotti anche all’interno. In questo caso però le sensazioni al palato saranno molto differenti poiché la carne sarà sicuramente meno tenera.
Terminata la cottura, aiutandovi con una pinza, prendete i medaglioni e fateli rotolare sulla granella di pistacchi.

Presentazione
Disponete nella parte centrale del piatto l’equivalente di un paio di cucchiai di zabaione. Nel suo centro adagiatevi un medaglione. Considerate che il peso della carne tenderà ad allargare la circonferenza del vostro sole di zabaione, non esagerate quindi con la quantità per evitare inutili eccessi.
Sopra la carne disponete le cipolle in agrodolce ed in cima decorate con un ciuffo di rosmarino.
Per disegnare i raggi del sole aiutatevi con uno stuzzicadenti tracciando linee brevi e con movimenti rapidi e decisi.

Bruschetta nera ai 7 cereali e farina di riso

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L’Antidoto al grigiume di questa uggiosa giornata invernale l’ho trovato nei profumi e nei colori di questa bruschetta integrale, nel suo sapore tipicamente estivo e solare!
Lo ammetto, pomodori e basilico hanno colorato e profumato gran parte dei weekend della mia infanzia. Ad essi sono legati ricordi bellissimi, di momenti vissuti all’aria aperta, a contatto con la natura e in compagnia dei miei genitori dediti, nel tempo libero, a coltivare e curare un piccolo orto in campagna che ci offriva ortaggi freschi e profumati. Potete immaginare quindi la facilità con la quale questa ricetta abbia influito positivamente sul mio umore in una giornata così !
Ecco la ricetta:

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Ingredienti
Per 4 persone
200gr farina ai 7 cereali
70 gr farina di riso
8 gr lievito di birra
Sale qb
150 ml Acqua
Olio di oliva extra vergine
1 spicchio d’aglio
50 gr formaggio feta
1 manciata di Olive verdi denocciolate
200 gr Pomodorini ciliegini
Basilico fresco

Procedimento
Unite le farine in una ciotola capiente, salate e aggiungete ad esse il lievito sciolto nell’acqua appena tiepida. Amalgamate tutto impastando fino ad ottenere omogeneità e compattezza. Coprite con la pellicola trasparente e fate lievitare per 90 minuti.
Mentre l’impasto lievita, Lavate i pomodorini ed il basilico tenendo da parte qualche foglia intera per la decorazione.
Tagliate i pomodorini e tritate il basilico, unite ad essi la fesa d’aglio tagliata in 4 pezzi che poi verranno rimossi prima di servire, a meno che non siate dei suoi grandi estimatori! Salate e pepate, condite con olio extra vergine e coprite con una pellicola per far insaporire i pomodori in frigo finché l’impasto della bruschetta non sarà lievitato.
A lievitazione terminata riprendete l’impasto e stendetelo dandogli la forma circolare. Infarinate leggermente la superficie della pasta ed il matterello per evitare che si appiccichi. Disponete la vostra bruschetta su una teglia sopra della carta da forno ed infornate a 250 gradi per 15 minuti circa.
Terminata la cottura toglietela dal forno e così, ancora calda, conditela con i pomodorini, qualche oliva, il formaggio feta sbriciolato, foglie intere di basilico fresco e dell’ olio extra vergine !

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Mousse al cioccolato fondente

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Domani e’ San Valentino, festa degli innamorati … O dell’amore in senso più ampio! Quel nobile sentimento che ha così tante sfumature da far impallidire Grey e la sua cameretta! Non parlo solo dell’amore legato all’intimità della coppia, ma di quell’amore che ti riempie la vita con la sua magia e che si può trovare ovunque, negli occhi dei tuoi figli, nelle attenzioni dei tuoi amici, nelle cure interminabili dei tuoi genitori, nel lavoro, negli hobby, negli studi, insomma ovunque!
Per celebrarlo in questa ricorrenza ho pensato alla più tradizionale delle mousse, dolce facile e veloce, ma che sa regalare sempre un momento di vero piacere con i suoi morbidi bocconi carichi di quel gusto che sa avvolgere anima e palato in un’unica morbida carezza.
Avere 20 minuti di tranquillita’ e’ tutto quello che serve per preparare questo dessert e più o meno era il tempo di cui disponevo io oggi! Ecco quindi gli ingredienti e la ricetta qualora lo vogliate provare:

Ingredienti per 5 persone
170gr cioccolato fondente
250 ml panna
2 fogli di gelatina (o colla di pesce)
1/2 bustina di vanillina
125 ml latte parzialmente scremato

Per decorare
More
foglie di menta
lingue di gatto

Preparazione
Mettete i fogli di gelatina a bagno nell’acqua fredda. Scaldate il latte in un pentolino spegnendo il fuoco prima che arrivi a bollire e Scioglietevi la vanillina. A questo punto strizzate la gelatina e scioglietela nel latte caldo. Contemporaneamente nel microonde fate fondere il cioccolato a 600w per 4 minuti.
Quando il cioccolato sarà sciolto versatelo nel latte caldo girando continuamente in modo da amalgamare bene questi ingredienti.
Lasciate che si raffreddi.
A parte montate la panna stando attente a non montarla completamente, il maestro Ernst Knam infatti scrive nel suo libro :” che paradiso e’ senza cioccolato?” che il segreto per una mousse perfetta sta proprio in quest’ultimo passaggio.

Quando il cioccolato sarà freddo unite la panna, amalgamate bene gli ingredienti girando sempre dal basso verso l’alto, coprite con una pellicola e lasciate riposare in frigo almeno 2 ore.
Dopodiché trasferite la mousse in una sac à poche con bocca a stella e riempite i vostri bicchieri. Decorate a piacere. Io ho usato una mora, una fogliolina di menta ed una lingua di gatto!
Buon San Valentino a tutti !

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Panfocaccia ai 7 cereali, farina di riso e semi di zucca

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Questa ricetta prevede una minor quantità di olio rispetto alla focaccia tradizionale ed è per questo motivo che la chiamo “panfocaccia”!
Le farine utilizzate, quella ai 7 cereali e quella di riso sono facilmente reperibili nella maggior parte dei supermercati ed io trovo che questo abbinamento conferisca al lievitato grande valore aggiunto. In linea di massima mischiare farine diverse e’ un gioco che mi piace sempre fare, anche se a volte casco in errori irreparabili, come quella volta che ho voluto mischiare farina di quinoa e farina di riso per fare del pane. Un disastro. Lievitazione fallita del tutto e comunque la farina di quinoa aveva un sapore così forte e amaro che, se si desiderasse usarla occorrerebbe certamente miscelarla anche con la farina tradizionale (e non solo con quella di riso) in modo da stemperare queste sue accese caratteristiche. Se mai deciderò’ di riprovarci vi farò sapere le giuste dosi.
Ma ritorniamo al nostro panfocaccia. Io l’ho cucinato per accompagnarlo ad un salame piacentino s-q-u-i-s-i-t-o, affiancandolo solo ad un fresco bicchierino di prosecco per un aperitivo molto semplice! …e si sa che la semplicità nella vita, così come in cucina, premia sempre e questa ricetta, se la proverete, ve lo dimostrerà !
Queste le dosi per 4 persone

Ingredienti:
350gr farina ai 7 cereali
100gr farina di riso
8gr Lievito di birra
4 cucchiai di Olio di oliva extra vergine
Sale fino qb
250ml Acqua
Semi di zucca 1 manciata
Rosmarino
Sale grosso qb

Preparazione
Miscelate le due farine in un’impastatrice, o in una ciotola capiente, unite il sale ed il lievito di birra sciolto nell’acqua e olio. Impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Attenzione: come regola generale, quando preparate l’impasto per fare dei lievitati, tipo pane o focacce, dovete considerare che deve risultare umido prima della lievitazione, e’ sempre meglio quindi aggiungere un goccio di acqua in più piuttosto che Avere una palla di farina asciutta e secca.
Quando avrete terminato di amalgamare gli ingredienti coprite con la pellicola trasparente e fate riposare in un luogo protetto (io uso il forno spento) affinché lieviti raddoppiando il suo volume. Ci vorrà circa un’ora e mezza.
Dopo la prima lievitazione prendete l’impasto, infarinandovi le mani, e stendetelo sopra la teglia che volete usare posizionando la carta forno sul fondo. Per facilitare questa operazione verso sulla superficie del panfocaccia un filo d’olio.
Quando tutto il panfocaccia sarà ben disteso lasciatelo riposare ancora mezzoretta. Accendete il forno a 250 gradi e prima di infornare cospargete la superficie con una manciata di semi di zucca e del rosmarino lavato e asciugato.
15/18 minuti di cottura e il vostro panfocaccia sarà pronto per essere gustato nella sua irresistibile fragranza.
Se lo desiderate potete spargervi sopra un po’ di sale grosso.

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